Covid 19: pazienza o ribellione?

Vorrei spezzare una lancia a favore di chi deve prendere decisioni che riguardano il Covid 19 e ci chiede di avere ancora un po’ di pazienza.

Lo so, è difficile state in casa e ci sono casi indubbiamente difficili. Penso soprattutto a chi non lavora e non può guadagnare il necessario alla sussistenza. Forse ci sono altri casi importanti che ora non vedo, ma vorrei rivolgermi con questo post a chi non vive quei gravi problemi.

Perché si sente tanta rabbia verso le restrizioni cui siamo costretti?

Proviamo a essere sinceri, vogliamo tornare tutti fuori e riprendere una vita come quella di prima? Chi sente quel bisogno? Davvero, proviamo ad ascoltarci.

Arriva dalla pancia, si muovono emozioni, è il Sé istintivo che parla. È il Sé istintivo che vorrebbe tornare alle sue abitudini.

Provate a cambiare un’abitudine. Chi fuma provi a smettere di fumare, chi ha una qualsiasi dipendenza provi a superarla. Semplicemente, proviamo a fare a meno del cellulare per una settimana. Ci riusciamo facilmente? Sicuramente no. E chi si ribella non è il maestro in noi, è solo la coscienza del Sé istintivo che vive di abitudini e non vuole cambiare. Si sente bene nelle abitudini, si sente tranquilla, non deve fermarsi col rischio che emergano alla coscienza emozioni represse che possono fare molto male.

C’è chi invoca la costituzione, c’è chi grida al complotto, ma sinceramente da dove vengono tutte quelle emozioni? Siamo certi che vengano dal nostro centro di Silenzio? Siamo proprio certi che vengano dal Cuore? Oppure vengono dalla pancia?

Capisco la ribellione del Sé istintivo, lo conosco perfettamente e comprendo i suoi bisogni, la sua forza e la sua capacità di influenzare, attraverso il nervo vago, il Sé mentale che subito va a cercare tutte le spiegazioni razionali che giustifichino l’emozione che proviene dalla pancia.

Lo so, è difficile, ma è proprio in questi casi che la Vita ci chiede di risvegliare il Maestro che è in noi. È la cosa più difficile. Gli adepti di qualsiasi scuola spirituale o di qualsiasi religione lo sanno perfettamente. Risvegliare la coscienza dell’Io osservatore, vivere nella presenza è difficile e costa fatica perché le coscienze inferiori del Sé istintivo e del Sé mentale sono molto forti e non vogliono perdere il controllo.

Tutto il mondo sta cercando di superare questo virus. Tutti i governi, in un modo o nell’altro ci provano. C’è chi ha fatto errori, c’è chi ne ha fatti altri, ci sono nazioni in cui sembra che certe strategie funzionino meglio, ma chi di noi, onestamente può affermare che avrebbe saputo con certezza cosa fare? Chi di noi si sarebbe preso con facilità la responsabilità di prendere decisioni che potevano costare la vita a decine di migliaia di persone? Sicuramente io sarei entrato nel panico. Non avrei saputo cosa fare anche perché non ci sono esperienze passate da cui prendere esempio.

Una delle cose che mi ha molto aiutato è stato uno degli insegnamenti del maestro e amico Bernardino del Boca: imparare a mettersi davvero nei panni degli altri, anche del nostro peggior nemico. Mettersi nei suoi panni significa cercare di entrare nel suo vissuto, nei suoi valori, nel suo modello di credenze. Spesso ci rendiamo conto che quel comportamento per lui non poteva essere diverso.

Pensiamoci bene, la tendenza a pensare subito al complotto è la via giusta?

So perfettamente che i vaccini possono rendere una valanga di soldi alle industrie farmaceutiche. So perfettamente che con un microchip nella pelle o con un app possiamo essere controllati. Ma chi mi può controllare? Chi può pensare di controllare la mia coscienza?

Quando chiedevano al Dalai Lama come si sentisse dopo tanti anni di isolamento nelle prigioni cinesi rispondeva che nessuno gli aveva tolto e nessuno avrebbe mai potuto togliere la sua libertà.

Possono imprigionare un corpo, possono controllare la nostra posizione, possono anche sapere cosa stiamo facendo, ma nessuno potrà mai toglierci la nostra libertà.

Chi crede in un mondo spirituale sa che il caso non esiste, sa che tutto ha uno scopo e che la Vita è in continua evoluzione. E allora perché temere? Stare chiusi in casa per un mese ancora (poi non è proprio così) cosa ci costa? Cosa costa al Maestro che siamo? Lo ripeto, comprendo e sono vicino a chi sta vivendo difficoltà reali, sono vicino anche a tutti i Sé istintivi che provano moti di ribellione, dal loro punto di vista giustificati, ma proviamo a fermarci. Proviamo a respirare consapevolmente. Proviamo ad accogliere la scelta di avere ancora limitata la libertà di spostamento per qualche settimana. In fondo possiamo visitare i parenti, possiamo fare qualche passeggiata, possiamo continuare ad amare.

Abbiamo tutta una vita per abbracciare le persone a cui vogliamo bene. Anzi, diamoci l’impegno di abbracciare più spesso le persone e con più cuore. Quanto bene possiamo dare!

Diamoci l’impegno di utilizzare al meglio queste giornate per entrare ancora più dentro di noi. Proprio nei giorni scorsi nel Gruppo “La Via dell’1” ho scritto un post sul conoscerci e integrare le varie coscienze che sono dentro di noi.

Quando rientriamo nella norma quel tempo non ci sarà più. Ricordo che la lamentela più grande che sentivo in chi voleva intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale era la mancanza di tempo. Mi sveglio presto, devo accudire i bambini, poi un sacco di lavoro, poi torno la sera stanco, poi vedere i compiti dei bambini, poi la cena, e così via.

Ora abbiamo ancora per qualche settimana tutto il tempo che ci servirebbe. Perché non approfittarne?

Penso a tutte le persone che conosco che hanno perso un loro caro a causa del Covid 19. Penso a una moglie e a un bambino che l’altra sera hanno perso il marito e papà di 45 anni che avrebbe potuto essere ancora vivo. Pensiamo che quella moglie e quel bambino non sarebbero disposti a stare ancora qualche settimana in casa pur di riavere il loro caro?

È una preghiera che faccio. Avremo tempo per fare tutto dopo. Se lo vogliamo avremo tempo per ribellarci contro le ingiustizie, ma per qualche settimana ancora proviamo ad accogliere con il cuore aperto questa esperienza come un’opportunità. Possiamo studiare, meditare, confrontarci con gli altri sui temi che ci stanno a cuore attraverso le chat e il telefono.

Chi ha figli ha la grandissima opportunità di tornare bambino, di inventare nuovi giochi, di costruire nuovi giochi, di sviluppare la fantasia e la creatività. I nostri figli ce ne saranno grati per sempre.

Auspico un mondo di consapevolezza, di saggezza, di comprensione, di tolleranza e soprattutto di amore. Possiamo essere Uno, anzi, siamo Uno, anche rimanendo ancora un poco distanti con il corpo.