Mente, l’importanza di allenarla

La mente è uno degli strumenti più importanti nell’essere umano. Sicuramente quello che ci ha permesso di evolvere e arrivare al piano di coscienza in cui siamo arrivati.

C’è chi dice che i’umanità non è mai caduta così in basso. Io sostengo che l’umanità sta evolvendo con una velocità esponenziale.

Come ho scritto nei miei libri, quando si parla di mente si parla di una coscienza ben distinta dall’Io osservatore, una coscienza autonoma che ho chiamato Sé mentale.

Il Sé mentale è chiamato Guardiano della Soglia perché da lì dobbiamo passare per superare il cosiddetto Velo di Maya che ci separa dalla realtà spirituale da cui proveniamo.
Come insegnare al Sé mentale ad aprirsi? Come ampliare la sua coscienza?
Come allargare le maglie della sua fitta rete che impedisce al Superconscio (la nostra anima) di penetrare la materia fisica?
Uno dei modi più utili è cercare di capire e non dare nulla per scontato.
Tutte le volte che sentiamo o leggiamo qualcosa, proviamo a chiederci se lo abbiano capito davvero.
Siamo abituati a dare per scontate tutte le affermazioni che arrivano da supposte autorità, che siano politiche, mediche, scientifiche o religiose.
Ma siamo certi che ciò che dicono corrisponda al vero?
Certo, per quanto riguarda la scienza ci sono stretti parametri che definiscono cosa è scientifico e cosa no, ma in alcuni campi dove la conoscenza umana è ancora limitata sappiamo quanto sia facile dimostrate tutto e il contratto di tutto.
Prendete le diete. Si passa dalla dieta paleo che dice praticamente di mangiare solo carne e verdure alla dieta vegana che dice di evitare completamente qualsiasi cibo derivato da animali.
La cosa bella è che entrambe le diete si appoggiano a studi scientifici che dimostrano la validità della loro teoria.
E allora come la mettiamo?
Ma ancora più importanti sono le teorie sull’universo o sulla mente umana. La scienza deve basarsi sul conosciuto e sviluppa teorie scientifiche che però si basano solo su ciò che l’essere umano può sperimentare.
L’universo è per la gran parte ancora un mistero. Anche la storia della vita sulla Terra lo è. Non si sa ancora, ad esempio, come siano accaduti realmente certi fenomeni come la scomparsa dei dinosauri.
E per quanto riguarda la mente?
La scienza parla di cervello. Afferma giustamente che nella testa coesistono tre cervelli che possono essere autonomi tra loro: il cervello rettile, il cervello limbico e la neocorteccia.
Altri studi dimostrano che all’interno del cervello più recente, la neocorteccia, ci sono due parti, l’emisfero sinistro e il destro, che possono essere in conflitto tra loro. E allora com’è? I cervelli sono quattro anziché tre?
Nessuno ce lo ha ancora spiegato.
La verità è che la scienza, come affermato più sopra, può basarsi solo sul misurabile e quindi può trattare la materia fisica che è un aspetto dell’Energia. Ma la scienza non potrà mai toccare e misurare la Coscienza. Può al più arrivare a supporne l’esistenza, ma si ferma lì.
Immaginate quanto ancora c’é da scoprire e da conoscere se impariamo a sviluppare la coscienza.
Quanto affermato per la scienza è elevato a potenza per tutte le teorie in campo religioso e spirituale.
A quante teorie spirituali crediamo senza averne mai avuto una prova o senza averle realmente sperimentate?
Quanto cerchiamo di aprire la mente mettendo in dubbio quelle convinzioni?
Tornando al Sé mentale, lui è un soggetto pensante e autonomo, quindi ha una sua coscienza, come le altre coscienze inferiori, il Sé istintivo e il Sé fisico.
Il Superconscio, la nostra anima, appartiene a un piano di coscienza ancora più elevato.
l’Io osservatore, che èl’anima incarnata, può sviluppare ancora di più la sua coscienza tanto quanto riesce ad allargare le maglie del Sé mentale, il Guardiano della Soglia, perché è lui che ha il compito di impedire all’anima incarnata di sapere chi è.
Non è un po’ stronzo, lo fa per permetterci di vivere le nostre esperienze terrene tramite le emozioni, perché se fossimo in contatto con l’anima sapremmo come stanno le cose e vivremmo la paura, il dolore, la rabbia, col sorriso sulle labbra anziché prendercela tanto.
Ecco perché per l’Io osservatore, il Maestro interiore, è così importante aprire le maglie del Sé mentale allenando la mente ad aprirsi al nuovo, allenando la mente a pensare lo sconosciuto,  a porsi domande e a comprendere sempre di più.
Ecco perché qualche settimana fa nel gruppo “La Via dell’1” su Facebook ho posto il quesito sull’apparente contraddizione del femminile una volta collegato al colore blu e un’altra volta collegato al rosso.
Vi ripropongo il quesito:
Nel simbolismo indù, nella teosofia ma anche in tante altre scuole, il triangolo con la punta verso il basso rappresenta il femminile, l’acqua ed è rappresentato di colore blu, mentre il triangolo con la punta verso l’alto rappresenta l’aspetto maschile, il fuoco ed è di colore rosso.
Sempre nello stesso schema simbolico la Dea, la Shakti, rappresenta l’Energia ed è presentata dipinta di rosso (vedere le immagini di Mahatripurasundari, la principale delle dee indù, che assume anche il nome di Lalita, la dea rossa, Kundali, da cui deriva la Kundalini, e altri nomi ancora. Solo come Kali a volte viene presentata di colore nero). mentre il Dio Shiva, che rappresenta la Coscienza è rappresentato di colore blu.
Domanda: Come si risolve la contraddizione del femminile presentato una volta tramite il colore blu e un’altra volta tramite il rosso?
Quando ero giovane ci ho messo anni a capirlo.
Non avevo mai trovato la spiegazione scritta chiaramente e ogni tanto ripensavo a quell’incongruenza.
Poi un giorno ecco l’illuminazione.
L’attribuzione delle caratteristiche di maschile e femminile alla dualità è ovviamente figlia della limitatezza umana perché oltre la materia quella divisione è quanto meno ridicola.
Come ho avuto più volte modo di affermare, a mio parere, oltre ai nomi di Yin e Yang, i nomi che meglio si addicono alla dualità da cui la Vita deriva sono Coscienza ed Energia.
Sul piano della materia si è attribuito all’Energia il carattere Yin, femminile e alla Coscienza il carattere Yang, maschile.
Il simbolismo della dea Kali che danza su Shiva inerme rappresenta infatti il piano della materia dove l’Energia incosciente danza sulla Coscienza che dorme.
In parole povere tutti possiamo comprendere che dal regno animale in giù, compreso l’essere umano, viviamo nel mondo dell’inconsapevolezza, ignari della realtà spirituale della Vita stessa.
Quindi in quel simbolismo l’Energia, la Dea, è rossa in quanto rappresenta la vitalità, la forza, il potere quasi privi di coscienza, mentre la Coscienza è dipinta di blu perché è fredda, distaccata, eterea.
Nel piano materiale quindi tutto è un aspetto della Dea Madre in manifestazione.
Il piano della manifestazione è rappresentato in quasi tutte le culture attraverso i quattro elementi, terra, acqua, fuoco e aria.
L’essere umano ha simbolizzato l’acqua col triangolo con la punta verso il basso e col colore blu e le è stato attribuito il carattere femminile perché l’acqua scende verso il basso, perché è azzurra e perché la fluidità e la dolcezza sono caratteristiche proprie del femminile.
Per converso all’elemento fuoco è stato attribuito il simbolo del triangolo rosso con la punta verso l’alto perché il fuoco sale verso il cielo, è rosso e ha le caratteristiche del potere e del calore tipicamente attribuite al maschile.
Ecco dunque risolta l’apparente contraddizione del femminile rappresentato una volta con il rosso e una volta con il blu.
È tutta una questione di livelli da cui si osserva: dal livello della manifestazione il rosso è maschile e il blu femminile, mentre a un metalivello, quello della creazione, il femminile è colorato di rosso in quanto pura energia, mentre il maschile è fredda coscienza blu.

Andare a fondo alle cose, comprendere, è uno dei modi per sviluppare e far evolvere la mente e il Sé mentale.