Natale una grande opportunita’?

By 27 dicembre 2018 Blog No Comments
Natale

Natale

Un post sul Natale che ho letto questa mattina su Facebook mi ha fatto riflettere e mi ha spinto a scrivere questo articolo che vuole essere il mio augurio per tutti i prossimi Natali.

Ecco il testo del post: “Credo che il Natale sia il punto più debole dell’umanità, il periodo più felice e malinconico dell’anno, il momento in cui il passato entra prepotentemente nella vita delle persone e si accomoda a metà tra te e l’albero di Natale e in quel mare di lucette intermittenti si diverte ad accendere e spegnere mancanze e ricordi, illumina i vuoti e le assenze, non importa quanto tu sia diventato forte e indifferente, lui riesce sempre a trovare il punto debole nella corazza che ti sei costruito e lì colpisce riaprendo antiche ferite che ogni anno ricominciano a bruciare”

Questo scritto è profondamente vero. Seppure molti amino il Natale perché è anche l’occasione di vedere le persone più care che magari durante l’anno si trascurano con un’infinità di scuse, è anche vero che molti lo odiano perché a Natale emergono emozioni che sembravano sopite. Non ci avevo mai riflettuto, ma proprio per questo motivo il Natale potrebbe essere una meravigliosa opportunità di auto conoscenza e di crescita.

Perché è così forte il Natale? Come cogliere al meglio questa opportunità?

Lasciamo perdere l’aspetto consumistico e superficiale del Natale e proviamo a riflettere insieme. Il Natale per tutti i bambini è stato ed è un momento emozionalmente magico e importante.  Questo significa che tutto ciò che è collegato al Natale viene scritto nella memoria cellulare in modo quasi indelebile. Non c’è bisogno di avere letto i miei libri o seguito i miei corsi per sapere che ciò che trasforma un’esperienza in una credenza sono le emozioni. È classico l’esempio dello spavento per un cane che ci ha abbaiato quando eravamo bambini, che si trasforma nella credenza i cani sono cattivi.

Durante il Natale il bambino vive forse le emozioni più forti dell’anno, emozioni che spesso sono rafforzate dall’aspetto religioso dell’evento. È ovvio quindi che le credenze che si formano nell’infanzia durante i giorni delle festività natalizie saranno tra quelle più profondamente radicate nella sua memoria.

Se abbiamo sempre vissuto Natali felici, da adulti vivremo il Natale in modo gioioso e sereno, ma se abbiamo vissuto qualche Natale segnato da una o più esperienze dolorose, quelle ferite saranno scritte nel nostro inconscio molto più profondamente che se le stesse esperienze le avessimo vissute in un altro periodo dell’anno.

Durante la vita il Sé mentale è molto bravo a creare corazze e a indossare maschere per seppellire il più profondamente possibile le ferie più dolorose, ma la forza del Natale è impressionante.

Il Natale fa parte dell’inconscio collettivo e le emozioni che porta con sé sono capaci di distruggere anche la corazza più dura e resistente.

Accade così che quelle ferite ancora aperte emergeranno con tutto il loro dolore che credevamo di avere risolto. Uno degli esempi più frequenti è la sofferenza per una persona cara scomparsa che emerge in modo quasi devastante durante il Natale.  E’ evidente il problema? Ci sono persone poi che hanno un dolore così grande che non riescono neppure a razionalizzarne la causa.

Quelli sono i casi più eclatanti, ma a Natale si incontrano tutti i parenti e tra loro ci sono anche gli attori che, con le esperienze che ci hanno fatto vivere da bambini, hanno contribuito a scrivere quelle parti di noi che oggi non ci piacciono e ci creano problemi nelle relazioni più importanti. Ecco allora che basta uno sguardo, o una frase, o uno scherzo, da parte di uno di quegli attori per far riemergere quelle ferite, che da un punto di vista spirituale altro non sono che le lezioni che ancora non abbiamo accettato e risolto. Quante volte ho sentito frasi del tipo: mi toccherà incontrare ancora …. e ne farei volentieri a meno.

Ecco allora che potremmo dare una nuova e grande opportunità al Natale. Ecco allora che anziché scappare e costruire corazze su corazze potremmo accoglierlo come un grande Maestro e un grande terapeuta che ci indica la via da seguire per guarire noi stessi. Occorre però che ci assumiamo la responsabilità della nostra vita. Occorre il coraggio di guardare dentro di noi con onestà, occorre l’amore per accogliere tutte le parti di noi che ancora non ci piacciono, occorre la saggezza per comprendere le coscienze inferiori (il Sé istintivo) che chiedono il nostro aiuto, occorre la costanza per educarle e accompagnarle nel cammino di apprendimento e guarigione. Occorre, in una sola parola, che accettiamo il Natale per quello che realmente è. Occorre cioè che lo viviamo come la nascita dell’Essere Cristico in noi e non solo come il ricordo di un bambino nato 2000 anni fa.

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