LE 5 FASI DEL RAPPORTO DI COPPIA

By 7 settembre 2017 Blog 2 Comments

resilienza-di-coppiaQualche giorno fa ho condiviso su Facebook un articolo di uno psicoterapeuta americano di nome Jed Diamond. Diamond sintetizza il percorso di un rapporto di coppia in 5 fasi che riassumo brevemente e sostiene che nella stragrande maggioranza dei casi le coppie si fermano alla terza.

 

“Stadio 1: INNAMORAMENTO

Accade perché la natura fa di tutto affinché le specie continuino a riprodursi. Ci fa sentire bene perché scatena in noi una serie di ormoni (dopamina, ossitocina, serotonina, testosterone, estrogeni) e perché ci permette di proiettare tutti i nostri desideri su di una persona in carne e ossa. Immaginiamo che essa realizzerà i nostri sogni, ci darà tutto quello che da bambini non abbiamo mai avuto e porterà a compimento tutte le promesse fallite delle relazioni precedenti (in generale, non solo quelle amorose). E, soprattutto, ci fa credere che vivremo queste sensazioni per sempre.

Stadio 2: DIVENTARE UNA COPPIA

In questa fase l’innamoramento si rafforza e si diviene una coppia; spesso è anche la fase in cui si hanno dei figli, un periodo in cui nonostante le difficoltà, si ha la sensazione di vivere gioia e condivisione, in cui si continuano a scoprire cose sul partner e ci si butta a capofitto in una vita a due.
Le forti sensazioni del primo stadio si sono attenuate ma esse sono state rimpiazzate da dinamiche che ci fanno sentire sicuri, coccolati e protetti, al punto che finiamo per credere che questa sia la massima forma di amore possibile. Ma poi si arriva allo stadio successivo.

Stadio 3: DISILLUSIONE

È la fase in cui le cose iniziano ad andare male. Può accadere lentamente oppure in un battito di ciglia ma, tant’è, tutto ci appare sbagliato. Le piccole cose iniziano a darci noia, ci sentiamo meno amati e intrappolati. Allora diveniamo irascibili, oppure ci chiudiamo in noi stessi, e ci domandiamo dove sia finita la persona che una volta amavamo. Per questi motivi, questo è anche lo stadio in cui iniziamo a stare male fisicamente e psicologicamente.

Stadio 4: CREAZIONE DELL’AMORE VERO, DURATURO

Quando si affronta l’infelicità del terzo stadio si guadagna la possibilità di arrivare al cuore di ciò che la causava davvero. Spesso in questa fase si scoprono traumi passati legati alla nostra infanzia e, affrontandoli, si riesce a divenire alleati del proprio partner, ad aiutarsi a vicenda a superare i problemi più profondi. Da qui si sviluppa un effetto circolare in cui l’aiuto che riceviamo ci fa capire qualcosa in più su noi stessi e questo, a sua volta, ci porta a stare meglio e, quindi, ad amare a cuore aperto.

Stadio 5: L’AMORE DI COPPIA DIVIENE UN MEZZO PER MIGLIORARE IL MONDO

Quando si superano le difficoltà del terzo stadio si arriva a capire anche che se si riesce a trovare l’amore vero e duraturo in una coppia, allora è possibile trovarlo anche nel mondo. Ogni coppia in questa fase ha la possibilità di usare il proprio potere per dedicarsi a qualcosa che deve essere migliorato, e quasi sempre opta per quella cosa che ha toccato in modo particolare la vita di chi la compone.

Per concludere, il problema è che la maggior parte delle persone non capisce che il terzo stadio non rappresenta la fine, bensì l’inizio dell’amore. Tenete a mente le mie parole… “

 

La tesi di Diamond è molto bella e la condivido pienamente, soprattutto nella frase finale.

È però fondamentale comprendere il primo stadio, quello dell’innamoramento. Chi si innamora non è l’Io, ma il Sé istintivo e lo fa, come sostiene Diamond, per la sopravvivenza della specie. A mio parere però, mentre quella teoria è valida per tutti i mammiferi, per l’essere umano c’è anche un secondo motivo ed è un motivo di carattere spirituale. Nei miei libri sostengo che il Sé istintivo (quella parte di noi che vive di emozioni, e l’innamoramento è emozione) è lo strumento che usa l’anima per farci andare incontro alle lezioni che l’anima ha scelto di sperimentare in questa vita. Potendo scegliere, ci innamoreremmo volontariamente sempre della persona sbagliata?  Certo che no. Ecco allora che il Sé istintivo scatena quella serie di ormoni  (dopamina, ossitocina, serotonina, testosterone, estrogeni) che ci nascondono tutti i limiti dell’altro e ci fanno nascondere anche i nostri, così che vediamo solo il bello nel partner e mostriamo solo il bello di noi.

Una volta che la coppia si è creata, il gioco è fatto, non possiamo più scappare. Abbiamo di fronte la persona giusta che ci farà vivere le esperienze che ci servono (non all’Io, ma all’anima) e passiamo direttamente allo stadio 3, quello in cui non siamo più inebriati dagli ormoni dell’innamoramento e ci mostriamo per ciò che siamo e vediamo l’altro per ciò che è.

È in questa fase che la maggior parte delle coppie scoppia. Ma chi fa scoppiare la coppia? Ancora il Sé istintivo che questa volta vuole fuggire dalle difficoltà e ha paura di affrontare quelle ferite emozionali che tenevamo nascoste e che l’altro ha fatto emergere.

In certi casi la rottura di un rapporto è cosa sana perché nessuno dovrebbe vivere nell’umiliazione e nella sofferenza, ma la maggior parte delle volte la fine del rapporto dipende dal sonno della coscienza.  L’Io, la nostra vera coscienza dorme e lasciamo che siano le coscienze inferiori a dominarci, prima nell’innamoramento e poi nella fuga dalle difficoltà.

In realtà il partner che l’anima ci ha fatto incontrare è sempre il miglior maestro per la nostra evoluzione, sia nei casi rari in cui comprendiamo la ferita che ci ha fatto incontrare un nuovo carnefice e sia nei casi in cui abbiamo invece la possibilità di comprendere e guarire le nostre ferite rimanendo nel rapporto di coppia.

Come dice giustamente Diamond, “ … Quando si affronta l’infelicità del terzo stadio si guadagna la possibilità di arrivare al cuore di ciò che la causava davvero. Spesso in questa fase si scoprono traumi passati legati alla nostra infanzia e, affrontandoli, si riesce a divenire alleati del proprio partner, ad aiutarsi a vicenda a superare i problemi più profondi. Da qui si sviluppa un effetto circolare in cui l’aiuto che riceviamo ci fa capire qualcosa in più su noi stessi e questo, a sua volta, ci porta a stare meglio e, quindi, ad amare a cuore aperto. “

Ed è proprio questo stadio che può diventare l’inizio di un vero rapporto, un rapporto di amore e consapevolezza, un rapporto di reciproco aiuto, di condivisione e di gioia di stare insieme.

Da un punto di vista spirituale, l’aver superato il terzo stadio significa avere affrontato con successo la lezione che l’anima ci ha chiesto di apprendere e significa avere compiuto quello che oggi viene chiamato salto quantico: un salto evolutivo verso un nuovo livello di coscienza che ci porterà ad integrare ogni parte di noi. Con IWAY, il metodo di integrazione personale, si è aiutati a far emergere, comprendere e guarire i traumi legati all’infanzia e a costruire un nuovo livello di coscienza ed un nuovo rapporto d’amore con il partner che abbiamo riscelto. Questa volta consapevolmente.

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  • Samantha scrive:

    Grazie Antonio, bellissimo articolo quanto vero ! Anche secondo me l’unione di due persone dovrebbe essere un aiuto reciproco a crescere a migliorarsi a sostenersi a condividere etc etc…purtroppo si vedono invece i blocchi che non permettono tutto questo ed è un gran peccato . Stare insieme dovrebbe essere un momento fantastico di relax e ricarica , dopo una giornata di lavoro e impegni. Se si vuole non si sente la stanchezza ma la voglia di creare qualcosa insieme o il dolce far niente insieme…
    Grazie ancora a presto
    Samantha

  • Romano scrive:

    Grazie Antonio, sempre buone osservazioni sulla vita. Peccato scoprire un po’ tardi queste cose, come dire: si diventa vecchi troppo presto e saggi troppo tardi. E’ successo a me…ma son contento di vedere la vita nel suo vero lato. Un abbraccio, Romano.

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