ILLUMINAZIONE, E’ POSSIBILE SPERIMENTARLA?

By 24 aprile 2018 Blog 3 Comments
Illuminazione

La domanda che porta all’illuminazione

Cos’è un’illuminazione? Chi è un illuminato? Nel vissuto comune si pensa a una persona illuminata come a un santo, una persona che ha raggiunto il nirvana, una persona che ha superato la dualità e vive perennemente nella pace e nell’amore totale. Ma la mia esperienza mi ha portato a comprendere che l’illuminazione è un processo che può avvenire in diverse fasi e anche in modo graduale.

In particolare ritengo che finché si vive sul piano della manifestazione, ho qualche dubbio che si possa vivere uno stato di perenne illuminazione. E’ però possibile sperimentare l’illuminazione, magari transitoria, ma un’esperienza che comunque cambia profondamente e radicalmente la persona che la vive.

Oggi va di moda il termine salto quantico. È un termine che un po’ mi fa sorridere, però un’illuminazione, anche se parziale, porta a qualcosa che potrebbe essere definita in quel modo.

La persona che vive un’illuminazione non è più la stessa. Si trova cambiata nei suoi modi di pensare e nelle sue abitudini. È come se in un istante avesse compiuto un percorso evolutivo che normalmente si impiega decenni, a volte una vita, a percorrere.

L’illuminazione accade quando il Sé Superiore penetra nelle coscienze inferiori del Sé mentale, del Sé istintivo e del Sé fisico. Ciò che ne consegue è uno stato di totalità, di pienezza, qualcosa che pervade il corpo in ogni sua cellula, tanto da togliere la parola per qualche istante. Ripensandoci mi viene come esempio quello di essere colpiti e attraversati da una fortissima scarica elettrica, come un fulmine, però senza dolore e danni fisici, anzi. Ciò che lascia è uno stato di totalità. Quando mi capita, in genere scoppio in una risata difficile da controllare. Da quello stato di coscienza tutto è davvero solo una grande risata.

Avevo sperimentato l’illuminazione in modo spontaneo ed ero convinto, anzi, l’ho anche scritto, che ciò che possiamo fare è preparare il terreno e quando è pronto, la coscienza superiore si manifesta.

Poi però ho scoperto che l’illuminazione può anche essere provocata. Non è facilissimo, anzi abbastanza faticoso. Il metodo che ho utilizzato è una meditazione che dura tre giorni in cui ci si deve astenere dal sesso, dal fumo, dagli alcolici e da tutto ciò che ci porta nelle coscienze inferiori. La cosa più difficile per molti è non parlare e non avere contatti con altri durante le tre giornate, se non durante la pratica meditativa a coppie, quando si comunica al partner con cui si sta meditando tutto ciò che emerge alla coscienza.

Per dare un’idea di cosa può essere un’illuminazione posso raccontare l’esperienza che ho vissuto durante la mia prima meditazione con quella tecnica.

Per comprendere ciò che ho vissuto devo spiegare che una delle cose che ho sempre ritenuto fondamentale nella mia vita è la comprensione e l’integrazione degli opposti. È sempre stato un mio pallino comprendere la dualità. Sarà che sono nato sotto il segno dei Gemelli, indicati con il simbolo II e guarda caso proprio il giorno 11 (ancora una coppia). I Dioscuri, Castore e Polluce, uno mortale e l’altro divino, rappresentano la dualità e la complementarietà degli opposti. I Gemelli sono collegati a Mercurio che è raffigurato come androgino ed è, quindi, quello che unisce gli opposti.

Shiva e Shakti, il bene e il male, l’angelo e il diavolo, sono sempre stati oggetto delle mie riflessioni. Non ho mai accettato che potesse esserci una differenza di giudizio sulle due polarità. Se tutto parte dall’Uno, logicamente non può avere senso.

Devo anche dire che quando mantieni forte l’intento, arrivano sempre delle grandi comprensioni. Sono intuizioni che schiariscono la mente, forse potremmo chiamarle micro illuminazioni. Sono qualcosa di molto bello e importante, però si fermano sul piano mentale o al più anche emozionale, ma sono ben lontane dall’esperienza dell’illuminazione.

Tornando al tema dell’articolo, durante la meditazione dei tre giorni la coscienza deve essere focalizzata solo su una domanda. La prima e più importante domanda su cui meditare è “Chi sono Io?”. È importante e bello notare come il processo di penetrazione della coscienza avviene per fasi successive in cui si parte da un grande schermo su cui appaiono tutti i contenuti delle coscienze inferiori, per poi penetrare sempre più in profondità, come attraverso un imbuto, dal grande al piccolo, fino ad arrivare a un unico punto microscopico.

Il primo giorno di meditazione sono emersi momenti molto belli, da stati di estasi fino a stati di ilarità. Dal secondo giorno hanno cominciato a emergere immagini legate alla dualità. Ricordo perfettamente una prima immagine dell’angelo e del diavolo che si guardavano, uno di fronte all’altro e poi, in tarda mattinata, un’altra immagine in cui l’angelo e il diavolo danzavano insieme.

Dal pomeriggio del secondo giorno le percezioni sono state via via sempre più sottili e localizzate nelle sedi degli opposti del corpo umano: una volta percepivo l’energia nel ventre e altre volte il punto di coscienza nella testa.

Nel ventre percepivo un’energia fortissima che però non riuscivo a comprendere fino in fondo, nella testa ero arrivato a un punto piccolissimo e luminosissimo di coscienza, più o meno localizzato dove risiede la ghiandola pineale.

L’illuminazione è arrivata la mattina del terzo giorno, quando il corpo era più stanco e quindi minori le resistenze del Sé mentale. Ero focalizzato sul punto di coscienza nella testa. Era diventato sempre più luminoso e con lo sforzo cercavo di penetrarlo per passare oltre. A un certo punto ha cominciato a manifestarsi contemporaneamente anche l’energia nella pancia. L’ho sentita crescere sempre di più, diventava fortissima mentre rimanevo centrato nel punto di coscienza. A un tratto è successo. Energia e Coscienza si sono fusi. Mi sono sentito sobbalzare, pervaso da qualcosa di indescrivibile, che ho definito senso di TOTALITA’.

La mia partner mi ha chiesto di spiegarle cos’era successo e io sono scoppiato a ridere. Non riuscivo a trattenermi, cercavo di spiegare con gesti delle mani perché non potevo parlare. Ridevo soltanto e alla fine anche lei è stata coinvolta in una bellissima risata.

È stata un’esperienza fantastica che ha coinvolto ogni parte di me e da quel momento la mia vita è profondamente cambiata.

Porterò questa meditazione anche nella Psico Vacanza di quest’anno che, guarda caso, è dedicata proprio al sesto chakra. Penso che tutti dovrebbero avere l’opportunità di aumentare il livello di consapevolezza. Tutti dovrebbero potersi conoscere sempre di più. Tutti dovrebbero sperimentare in ogni cellula del corpo e della mente il sogno della propria esistenza.

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Join the discussion 3 Commenti

  • Antonella scrive:

    È molto affascinante ciò che racconti nell’articolo. La domanda “chi sono io” ricorre a periodi nella mia vita. È in questi ultimi 6mesi è ritornata molto presente … e credo che non sia un caso che le circostanze mi permettano di riuscire a venire per la psico vacanza quest’anno . Bellissimo :-) ! Grazie Antonio.

  • Giorgio scrive:

    Ho fatto anche io l’esperienza di quel ritiro, ma di 5 giorni. Eravamo in circa 17 persone, ma a malapena se ne sono illuminate 2. Mi sono accorto che evidentemente non è un metodo che funziona con tutti, per alcuni nemmeno una settimana di pratica sarebbe sufficiente. Secondo me ci vorrebbe un metodo complementare alla tecnica di quel ritiro sul “chi sono io” che permetta di liberare le persone da ciò che non permette di fare quell’esperienza di illuminazione, perché a mio parere il numero delle persone che non fa esperienza dell’illuminazione con quel metodo è troppo alto. Io stesso non ci sono riuscito, ma mi sono anche reso conto, che oltre al fatto che la tecnica non è così efficace, non ero pronto per l’illuminazione quando ho partecipato al ritiro. Forse troverò o mi inventerò qualcosa di più efficace, ad ogni modo sono contento che tu invece ci sia riuscito e che quindi hai avuto l’esperienza di illuminazione, è bello che ogni tanto qualcuno ci riesca.

    • Antonio Origgi scrive:

      Grazie per la tua testimonianza Giorgio, in effetti hai pienamente ragione e nel mio caso considero quella tecnica una perfetta integrazione ai corsi del metodo IWAY che insegno. In effetti alla domanda “chi sono io?” possono emergere molte risposte dalle coscienze inferiori che chiedono di essere integrate.
      A mio parere quindi andrebbe fatta al termine del percorso. però probabilmente proporrò la tecnica anche a chi non ha mai fatto nulla proprio per evidenziare cosa occorre fare prima, e cioè conoscere le coscienze inferiori e cominciare a integrarle. E’ a quel punto che è possibile sperimentare le prime forme di illuminazione

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