CHI E’ L’EGO?

By 28 marzo 2019 Blog One Comment
L'ego commentato da Antonio Origgi

Antonio Origgi: Chi è l’Ego?

Prendo spunto dal post di un’amica che chiedeva ai suoi amici cosa è l’ego per fare chiarezza su un concetto che ho sempre ritenuto molto fuorviante per chi segue un percorso spirituale.

Come prima cosa e come ho anche scritto alla mia amica, dobbiamo riformulare la domanda in chi è l’ego? In quanto all’ego attribuiamo la capacità di esprimere una propria volontà e capacità di agire. Assodato questo, la risposta più semplice, ma veritiera è che l’ego altro non è che la nostra personalità umana.

Già, ma cosa significa? Chi è la personalità umana? Sono una persona che ama comprendere e quando sento parlare di ego arrivano le risposte più disparate. Raramente ho sentito una risposta veramente esauriente, una risposta che consenta un comprendere profondo.

Normalmente si parla di ego come quella parte di noi che ostacola la nostra evoluzione spirituale. Giusto, ma quando diciamo una parte di noi dobbiamo prima tutto capire chi siamo noi, e poi quale parte di noi sarebbe l’ego.

Inoltre l’ego da molte filosofie, scuole di pensiero e religioni è visto come il nemico da abbattere e da sconfiggere per raggiungere la liberazione dalla ruota delle incarnazioni. Si, è vero che chi segue la maggior parte delle religioni o filosofie orientali trova nell’ego un soggetto che cerca di mantenere il controllo e impedire una vera vita spirituale, dovremmo però chiederci perché mai Dio avrebbe creato dentro di noi un nemico da sconfiggere?

Non vorrei tediare chi già mi conosce, ma per comprendere la risposta a tutte quelle domande occorre partire da chi siamo noi.

L’essere umano, è composto da tre piani di coscienza distinti: Il Sé fisico, il Sé istintivo e il Sé mentale, che appartengono a tutto ciò che esiste sul piano materiale, anche se a livelli molto diversi di espressione. L’essere umano è l’essere fisico che ha sviluppato al massimo grado questi tre piani di coscienza che corrispondono per quanto riguarda la scienza, al cervello rettile, al cervello mammaliano antico e al cervello neo mammaliano, e per quanto riguarda le varie scuole spirituali, come la teosofia e l’antroposofia, al corpo eterico, al corpo astrale e al corpo mentale.

Ora questo mammifero umano con i propri Sé fisico, istintivo e mentale è in grado di vivere benissimo sulla Terra, di creare case, computer, di scrivere libri, di andare nello spazio e così via, senza che sia necessario parlare di anima, spiritualità e cose del genere.

Si dà il caso però che alcuni esseri immateriali, che chiamiamo anime, o angeli, abbiano deciso di sperimentare la materia e per farlo hanno scelto l’essere più evoluto che ritenevano adatto per sperimentare tutti gli aspetti della manifestazione fisica, in particolar modo le emozioni. Questa è la faccenda più difficile da comprendere per chi non ha mai sperimentato l’apertura della coscienza e anche le religioni non è che ce la spieghino molto meglio. Avete presente l’angelo Lucifero che si ribella a Dio? È la stessa storia romanzata per essere comprensibile alle coscienze ancora dormienti dell’Io osservatore di secoli fa.

Fatto sta che per sperimentare la materia questi esseri sottili hanno così dovuto abbassare una parte della loro frequenza e entrare nel corpo fisico dell’essere umano.

Quell’essere sottile che è penetrata nel mammifero umano ora si trova in un ambiente non suo e fa una grande fatica a risvegliare la sua coscienza. Non sono riuscito a trovare un esempio che mi permetta di spiegare al meglio ciò che è successo, l’unica cosa che mi è venuta in mente è l’iniezione di una piccola bolla d’aria, tramite una siringa, dentro un muscolo. Prima la bolla d’aria era libera di galleggiare e muoversi liberamente, ora è chiusa dentro una materia densa e si sente prigioniera e immobilizzata. Per l’anima entrata nel corpo fisico deve essere qualcosa di simile, prima era libera di volare, esprimersi, creare, ora è compressa dentro un corpo fisico e fa un’estrema fatica a prendere coscienza di sé e ricordare la sua vera identità.

Quando ci chiediamo “chi sono io?”, siamo quella coscienza animica che è entrata nella materia e si chiede cosa ci fa lì e come fare a tornare a casa. Quella coscienza animica è l’Io osservatore, che ci permette di osservarci e di osservare le altre coscienze inferiori nel loro esprimersi. L’Io osservatore in India è chiamato Givatma, anima incarnata che si sente separata dalla sua realtà animica, l’Atma.

Quando l’Io osservatore si sta risvegliando, cerca di capire chi è, il perché della sua incarnazione e cerca in tutti i modi di tornare libero nel suo stato naturale e sottile. Per questo vede le coscienze del corpo umano come un ostacolo. Ma loro non sono cattive, loro non hanno fatto nulla di male. Loro, il Sé fisico, il Sé istintivo e il Sé mentale, che rappresentano la personalità dell’essere umano, vorrebbero fare la loro strada, vivere la loro vita sulla base del loro piano di coscienza, nulla di più.

Alcune di queste personalità umane hanno raggiunto una buona maturità emotiva e un buon equilibrio tra il Sé fisico e il Sé mentale, nel qual caso vedremo persone che stanno bene, vivono buone relazioni interpersonali, esprimono al meglio le loro qualità. Ci sono invece tante altre personalità umane che a causa di problemi, più o meno grandi, vissuti nell’infanzia avranno un Sé istintivo e Sé mentale che presentano qualche problema in campo affettivo o dell’autostima. Che abbiano una vita facile o problematica, le varie personalità cercano di vivere al meglio la loro vita. Quando una personalità è più matura emotivamente, l’Io osservatore che si risveglia e cerca la via di casa non fa una grande fatica a meditare e a comprendere la scelta di incarnarsi e i suoi obiettivi sul piano terreno. Quando invece l’Io osservatore si ritrova in un corpo con una personalità più o meno fragile, ribelle, o problematica, ecco che allora percepisce tutti i moti emotivi e i pensieri del Sé istinto e del Sé mentale come un grande ostacolo verso il riconoscersi e il suo tornare a casa. In quel caso l’Io osservatore non ha ancora compreso la sua vera natura e il perché della sua incarnazione, perciò considera tutti i moti naturali del Sé istintivo del Sé mentale come degli ostacoli e si è inventato il termine ego per identificare con un nome i moti delle coscienze inferiori che sembrano boicottarlo

La cosa anomala però è che l’Io osservatore chiama ego la personalità umana quando la percepisce come qualcosa di negativo, ma si dimentica completamente di considerarla negativa quando la stessa personalità, cioè il Sé istintivo e il Sé mentale, vive in armonia con gli altri, quando esprime amore verso il partner, quando gioca ed è felice, e così via. Eppure è sempre la stessa personalità.

Ancora più anomalo è il fatto che quando le coscienze inferiori mostrano aspetti che ostacolano il suo percorso spirituale, l’Io osservatore che si trova all’inizio della via del risveglio considera l’ego, cioè le coscienze dell’essere umano, come un nemico da uccidere, mentre la realtà è ben altra. La realtà è che le coscienze inferiori, il Sé istintivo e il Sé mentale, sono le vere “proprietarie” dell’essere umano e perseguono naturalmente il loro obiettivo che è quello di sopravvivere adattandosi al meglio al mutare dell’ambiente. La realtà è che la coscienza dell’Io osservatore è quasi un intruso che per il suo interesse di sperimentare la materia ha scelto arbitrariamente di penetrare in un corpo fisico.  L’ho detto un po’ brutalmente per farmi capire, ma la realtà è questa. L’Io osservatore non una componente naturale dell’essere umano, è una coscienza superiore che ha deciso di abitare un corpo fisico per fare esperienza del piano materiale che si basa sull’ignoranza della realtà sottile da cui proviene e sull’inconsapevolezza. Di conseguenza è più che normale che le coscienze che rappresentano la personalità tendano a impedirci di prendere il controllo, perché sono loro i naturali “padroni” del corpo che abitiamo, e cercano di restare tali. Quando sono disposte ad accettare l’Io osservatore? Solo quando l’Io osservatore fa un passo in più verso il risveglio e si fa riconoscere come amico, o meglio ancora come un maestro che le può aiutare nella loro spinta a vivere al meglio.

Riassumendo, l’ego è la personalità umana composta dalle modalità con cui si esprimono il Sè istintivo e il Sè mentale, è il personaggio che come esseri sottili abbiamo scelto di interpretare sul palcoscenico della vita terrestre.  Combatterlo è sintomo di una coscienza non ancora completamente risvegliata, perchè tutte le coscienze, ciascuna con i propri obiettivi, provengono dalla stessa Fonte Divina.

Sulla base di quanto detto la prima cosa che la coscienza dell’Io osservatore che si sta risvegliando dovrebbe fare è ringraziare l’essere umano che lo sta ospitando, quindi ringraziare tutte le sue coscienze inferiori, non certo chiamarle ego, che nel vissuto comune è considerato qualcosa di negativo, e considerarle come nemiche.

Ancora di più, se l’anima non è folle, ma sa il fatto suo, non è certo un caso che abbia scelto quel determinato essere umano, coi suoi Sé istintivo e Sé mentale, per sperimentare la materia. Ecco perché dovremmo amare e ringraziare le coscienze inferiori e ringraziare per tutte le loro spinte, desideri, pensieri che riteniamo un ostacolo alla nostra evoluzione. Se come anime non avessimo bisogno di quegli ostacoli, semplicemente non li avremmo scelti.

Semmai l’io osservatore dovrebbe imparare a conoscere le sue coscienze inferiori e farsi carico di rieducarle per trasformarle in amiche e alleate nel suo percorso evolutivo

Allora smettiamola di parlare di ego, perché in quel caso si alimenta l’ignoranza e soprattutto si alimenta la divisione e il conflitto. Cominciamo invece a portare luce, aiutando le persone a conoscersi e a comprendere che nulla viene a caso, che tutto ha un senso, e, soprattutto, che tutto è un’espressione del divino in manifestazione, comprese le emozioni e i pensieri che definiamo negativi.

Il giorno in cui cominceremo ad abbracciare la Vita nel suo insieme, senza più escludere nulla, la Vita ci sorriderà perché avremo finalmente compreso il motivo della nostra incarnazione e avremo smesso di combatterla.

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  • Anonimo scrive:

    I suoi articoli sono belli, ho letto i suoi libri e mi sono sembrati il risultato di studi e analisi dell’anima profondi. Non riesco ad oggi a partecipare a un suo corso per motivi familiari (accudisco la mamma anziana). La ringrazio di tutto ciò che tramite lei ho appreso. Saluti

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