COME VIVERE UNA VITA SANA

By 20 maggio 2019 Blog One Comment
vita sana con Antonio Origgi

Vivere una vita sana

Su Facebook si trovano spesso delle belle notizie e mi è piaciuto particolarmente lo scritto che segue, su come vivere una vita sana.

Non conosco l’autrice e non condivido ogni parola al 100%, ma sicuramente il suo messaggio è corretto, bello e importante.

Ecco il testo integrale:

Se solo sapeste quanti amici che conducevano una “vita sana” ho visto morire”…

Lo dice una viaggiatrice, pittrice e fotografa russa, Svetlana Kasina. 20 anni fa ha lasciato una grande città per trasferirsi nelle montagne di Altaj, in una casetta senza l’acqua, senza servizi igienici riscaldati e spesso anche senza l’elettricità. Non se n’è mai pentita. “La natura ha tutto perché noi siamo felici”.
La sua affermazione è: ” La vita prima di essere sana deve essere felice.”

E scrive:
1. Le malattie arrivano non perché ci sono problemi dell’ambiente, l’acqua è sporca, il cibo è di plastica e noi facciamo una vita sedentaria. Credetemi, il nostro organismo è una macchina ideale capace di adattarsi a qualsiasi ambiente e cibo. Noi paesani ormai non possiamo mangiare il vostro cibo fatto di semilavorati, bere la vostra acqua e respirare la vostra aria. Ma non perché è roba sporca, è soltanto diversa, non ci siamo abituati. Noi ci siamo adattati al nostro ambiente, ma voi non sopportate bene l’aria d’alta quota e la nostra acqua di sorgente. Non è questo il problema; anche in montagna la gente si ammala e in città c’è gente che vive a lungo.
2. Se una persona vive in armonia con la natura, prega, recita i mantra, medita e porta i capelli acconciati per somigliare a Gesù o alla dea Kali, e in più, fa delle donazioni agli orfanotrofi, questo non vuol dire che potrà vivere 200 anni e morirà in salute. Sapeste quanta gente ho seppellito, tutta gente che conduceva una vita sana. Non fumavano, non bevevano, non bestemmiavano… tutti morti di cancro.
Lo sapete perché ci si ammala?
Lasciate perdere le parole “vietato”, “dieta, “peccato”. Queste non allungheranno la vostra vita, perché la malattia non è nel corpo, è nella testa.

CERCATE DI VIVERE TRAENDO PIACERE DALLA VITA. FATE CIO’ CHE VI RENDE FELICI!

Quindi:
– Imparate a mangiare ciò che vi piace e non ciò che è salutare, ma mangiate e non vi abbuffate.
– Non riuscite a smettere di fumare? Non lo fate. Ma fumate con piacere e non con i rimorsi. Non si deve smettere di fumare, occorre non volere fumare, perché i divieti fanno l’effetto paradosso.
– Lasciate il lavoro che non vi piace, oppure imparate a goderlo, qualsiasi esso sia.
– Lasciate perdere le mode dell’epoca, non indossate le maschere dell’apparente spiritualità. Quelle dei muri con i mandala o i simboli di yin e yang e le citazioni dei guru. Siate ciò che siete: persone normali con le carie, con i bruciori di stomaco, con la suocera o con un amore infelice.
– Fate ciò che avreste voluto fare da piccoli: suonate la chitarra, il piano… imparate a dipingere ad acquerello, e fare la ceramica. Non esistono persone senza talenti, credetemi. Non accumulate i sogni che poi vanno in decomposizione!
– Vi piace la solitudine? Isolatevi, con il massimo piacere. Avete paura della solitudine? Cercate la compagnia.
– Cercate e trovate la gioia in tutte le cose. Anche dove non esiste, apparentemente.

– IMPORTANTE: IL MODO DI VIVERE NON DEVE ESSERE SANO, DEVE ESSERE FELICE!

Volete conoscere il mistero del senso della vita? Eccolo: la vita non ha senso. C’è soltanto la vita. La mattina, il pomeriggio, la sera, la notte, e di nuovo la mattina. C’è il pianeta, esistono le persone, gli animali e le piante. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C’è la gioia e la disgrazia. E c’è la morte, che può venire a qualsiasi età. Credete di avere tempo per vivere i sogni altrui, le idee imposte e le norme sociali?

Cercate di vivere con piacere, con gioia, senza impedire di gioire a nessuno. Ma se vi fa piacere cercare il senso della vita, sappiate che sta nella gioia.

Questo non significa che cercare qualcosa è un male. Se vi fa piacere farlo, fatelo.

Vi prego, non dimenticatelo: la felicità non vive nelle città o in campagna, sta nella testa. Vivete con piacere e non confrontate la vostra felicità con quella degli altri. La vostra felicità non potrà essere compresa dagli atri.
E se la gente non cercasse il confronto tra le felicità, i valori e le religioni, non esisterebbero le guerre.

(Svetlana Kasina)

 

Lo ripeto, mi piace molto tutto lo scritto e lo ritengo anche molto efficace nella sua esposizione. Aggiungo solo due brevi commenti alle pochissime frasi che non condivido.

Ecco la prima.

“Credetemi, il nostro organismo è una macchina ideale capace di adattarsi a qualsiasi ambiente e cibo.”

Non è proprio così. Non possiamo negare che molti cibi industriali contengano sostanze che non fanno bene all’organismo che, per quanto capace di difendersi, alla lunga ne risente e la scienza lo ha dimostrato. Sono assolutamente d’accordo sull’evitare di essere talebani dei cibi sani, sono d’accordo sul mangiare ciò che piace e sono anche convinto che è bello e giusto ogni tanto farsi un bel baccanale, ma penso sarebbe opportuno godere soprattutto di cibo fresco e sano. Senza farsi troppe seghe mentali.

Ed ecco altre due frasi su cui avrei da ridire.

“Lasciate il lavoro che non vi piace, oppure imparate a goderlo, qualsiasi esso sia.”

e ancora

“Siate ciò che siete: persone normali con le carie, con i bruciori di stomaco, con la suocera o con un amore infelice.”

 

Una domanda, ma se ho bruciori di stomaco, se non sto bene con la suocera, o se vivo un amore infelice, come faccio a essere felice???

Sarò felice se riuscirò a star bene con me stesso e con le persone con cui scelgo di vivere, se no è un martirio.

Sul lavoro, tutto giustissimo, ma come fare a lasciare il lavoro che non piace se si ha paura di non trovare di meglio? Come si fa a godere di un lavoro che non piace?

Qua si dimentica che quando le emozioni e la volontà sono in conflitto, vincono sempre le emozioni. Allora in certi casi non bastano le belle parole, ma occorre disporre di strumenti per fare sì che le emozioni appoggino ciò che sceglie la volontà, o in altre parole aiutare il Sé istintivo ad appoggiare le scelte dell’Io. In caso contrario si alimentano soltanto conflitti interiori e frustrazioni. Questo il significato profondo del processo di integrazione personale IWAY: fare sì che tutte le coscienze inferiori siano integrate e collaborino per un obiettivo condiviso.

Per il resto è tutto assolutamente vero: una vita sana può derivare soltanto da una vita felice.

www.iway.life/calendario/

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  • Carlo Delli scrive:

    Sono d’accordo più con te che con lei Antonio.
    Ma non credo sia uno scritto positivo per trovare la felicità, tutt’altro, le “pècche” sono troppo gravi.
    Affermare poi che la vita non ha senso…. è questa affermazione che non ha senso. Per te non avrà senso. Rispetto la tua condizione, ma non puoi estendere a tutte le persone ciò che provi te, la vita può avere un senso eccome!! Certo come dice lei quel senso è nella nostra testa, ma se nella tua non c’è nella mia sì, e allora??

    Da naturalista poi so perfettamente che da sempre gli animali anche in epoche pre-umane – quindi con ambienti perfettamente naturali e non inquinati – si ammalavano e si ammalano di mille malattie dall’artosi al cancro. E i re della savana non sono elefanti o leoni, sono batteri, virus e mille specie di parassiti.

    Comunque sia in tutti gli scritti e tutti gli auturi che leggo o che ascolto la ricerca della felicità è il comune denominatore del pensiero umano: “quando essa c’è abbiamo TUTTO, quando non c’é tutto facciamo per averla” (Epicuro), il problema è che se non conosciamo bene le nostre menti e la natura umana, allora è molto facile cercare la felicità dove non è. Me ne sono accorto già a 10 anni, circondato da una folla di persone che si comportavano in maniera insensata; ora anche grazie ad Antonio so perché…

    Siate intanto serene/i, è già tantissimo!

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