Attrazione sessuale, dono o tentazione?

By 24 gennaio 2018 Blog 2 Comments

Couple-having-sex-552203L’attrazione sessuale cos’è, un dono o una tentazione? Sono stati scritti poemi, poesie, libri, sono stati girati film sull’argomento, affrontato e giudicato da punti di vista diametralmente opposti. Ci sono stati e ci sono maestri spirituali che la condannano o la esaltano e se ci pensiamo bene, solo riflettendo su quest’ultimo aspetto c viene da pensare che anche i maestri spirituali non hanno la verità assoluta, anzi. Anch’essi sono incarnati in un corpo fisico e in base alla loro evoluzione e a ciò che ancora non hanno risolto predicano in un verso piuttosto che nell’altro. Quando nei miei corsi dico “non credete a una parola di quello che vi dico”, forse è l’unica grande verità che dovremmo applicare sempre di fronte a qualsiasi messaggio che ci viene dato. Ascoltare, ma poi sentire, riflettere, sperimentare. Solo con l’esperienza giunge la nostra verità.

Torniamo allora alla questione dell’attrazione sessuale e la prima domanda che dovremmo porci per affrontare correttamente l’argomento è: da dove viene?  Certo a livello biochimico chi scatena l’attrazione sono i feromoni, ma perché questi si attivano con una persona e dormono con un’altra? Mi fanno sorridere gli articoli pseudo scientifici che affermano che è il cervello destro a farci fare quella cosa, che è l’ipotalamo a spingerci in una direzione o che l’attrazione sessuale è pura biologia. È fin troppo ovvio che ci deve essere un organo fisico attraverso il quale la coscienza possa trasmettere gli ordini al corpo e altrettanto ovvio che questi ordini vengano veicolati tramite sinapsi, ormoni e così via, ma chi dà il comando? Chi decide che un essere deve innamorarsi o essere attratto da una persona piuttosto che da un’altra?

In un mammifero sano l’attrazione sessuale, insieme a protezione, fame e sonno, viene solo da Sé fisico, la coscienza del corpo che detiene i bisogni primari per la sopravvivenza sua e della specie. Tutto ciò in un mammifero sano, cioè emotivamente maturo e capace di esprimere il suo potenziale nel mondo. L’essere umano però nella stragrande maggioranza dei casi non lo è. Ho spiegato approfonditamente nel mio libro “Le 3 Menti Inconsce” perché gli umani hanno perso l’stinto spontaneo, sano e naturale che potenzialmente è dentro ciascuno di noi.

Dunque in natura l’attrazione sessuale, spinta dal desiderio del piacere, viene dal Sé fisico, è mirata solo alla riproduzione e come tale si presenta, anche nel maschio, solo durante il periodo di fertilità della femmina. Il Sé istintivo, la coscienza emozionale dei mammiferi, entra in azione quando percepisce la spinta sessuale del Sé fisico e si confronta con il branco in cui vive per avere il privilegio di godere dell’atto sessuale. Nella maggior parte delle comunità è solo l’animale alfa che si riproduce con la femmina alfa o con tutte le femmine ed è il desiderio del piacere che spinge il Sé istintivo dei maschi a lotte anche cruente per conquistare il diritto di fare sesso. Anche nelle femmine però si vede l’azione del Sé istintivo laddove vanno a cercare il maschio più dotato che istintivamente può garantire una specie più forte, ma, in ultima analisi, può portare anche il piacere più grande.

Gli unici animali che fanno sesso per piacere anche senza la spinta a procreare, guarda caso sono alcune scimmie, i mammiferi che precedono nella scala evolutiva l’essere umano. Le scimmie sono gli unici mammiferi che hanno sviluppato maggiormente la corteccia cerebrale e quindi hanno iniziato a manifestare l’interazione tra Sé istintivo e Sé mentale. Il Sé mentale, presente in forma estremamente elementare negli altri mammiferi, ha come obiettivo l’individualizzazione nel campo della ricerca del piacere e del potere personale. È così che il Sé mentale delle scimmie è stato in grado di elaborare strategie per replicare il piacere sessuale anche al di fuori del periodo di fertilità della femmina.

Veniamo ora al mammifero umano. Il sesso viene vissuto dall’essere umano esattamente come nelle scimmie, con la differenza che una coscienza più sviluppata (quella dell’Io) dovrebbe portarlo a vivere rapporti sessuali più maturi, basati sugli affetti e in armonia con le regole sociali in cui vive.

Nell’essere umano il Sé mentale ha avuto il suo massimo sviluppo e ciò ha però prodotto, insieme agli innumerevoli vantaggi che conosciamo, anche la gran parte dei conflitti interiori col Sé istintivo. Questi conflitti, come spiego nel libro sopra citato, hanno a che fare soprattutto con la sfera del cuore, quella di competenza appunto del Sé istintivo, e si manifestano soprattutto con vuoti affettivi e conseguente difficoltà ad avere sani e maturi rapporti di coppia.

Il Sé istintivo compensa i suoi vuoti con bisogni sostitutivi che vanno dalle droghe, all’alcol, al fumo, al cibo, allo shopping, al troppo lavoro, alla ricerca di contatti virtuali e così via. Il piacere che provoca l’atto sessuale è una delle espressioni più potenti del tentativo del Sé istintivo di colmare il suo vuoto affettivo e di non sentire quel dolore che ha dentro e che ha rimosso dalla coscienza.

I conflitti col Sé mentale, con le sue rigidità e ambizioni, hanno generato  l’incapacità di gestire in modo equilibrato quelle spinte pulsionali di compensazione del Sé istintivo, con conseguente repressione del desiderio sessuale o con un suo desiderio ossessivo.

In un essere umano emotivamente maturo il sesso viene vissuto con il proprio partner in modo totale, gioioso, appagante e, in persone altamente evolute, anche come capacità di fusione totale di anime e corpi. Laddove non è stata raggiunta una maturità emotiva il sesso viene vissuto come compensazione di un vuoto affettivo. Nella femmina l’attrazione sessuale è spesso accompagnata dal desiderio, a volte inconscio, di essere amata, nel maschio, dal desiderio, anche questo spesso inconscio, di esprimere il proprio potere. La femmina può darsi facilmente solo per la paura di non essere amata, il maschio può cercare l’atto sessuale per compensare una bassa autostima e a volte con la paura di non essere abbastanza virile.

Quando possiamo parlare di attrazione sessuale equilibrata e matura? Quando viene vissuta con gioia, quando al termine dell’accoppiamento c’è il piacere dell’intimità, quando nella quotidianità non influenza lo stato di coscienza, quando non è un bisogno ossessivo, quando non fa del male a nessuno, quando si basa sul rispetto dell’altro e sulla trasparenza, e potremmo aggiungere tanto e tanto ancora. Sono certo che ciascuno di noi, in profondità, conosce perfettamente la risposta a quella domanda, al di la delle risposte di comodo che il Sé mentale è abilissimo a dare.

Nessuno ha il diritto di giudicare i comportamenti sessuali di un altro e, se non fa del male a nessuno, ciascuno è libero di vivere la propria sessualità come meglio crede. Se teniamo però alla nostra crescita dovremmo chiederci se l’attrazione sessuale viene vissuta con gioia prima e dopo l’atto e con il sufficiente distacco. Se invece l’attrazione sessuale è un bisogno di cui non possiamo fare a meno, allora è evidente che si tratta di una dipendenza su cui dovremmo riflettere. Perché cercare di appagare istintivamente il bisogno sessuale anziché guardare e guarire il vuoto che genera quella dipendenza?

I desideri sono qualcosa di molto importante perché, se non sono repressi, rappresentano lo strumento migliore per conoscerci. I desideri quindi non vanno repressi, ma neppure appagati istintivamente senza prendere coscienza dal livello di maturità emotiva che ci stanno evidenziando.

Da un punto di vista spirituale i desideri e i moti del Sé istintivo rappresentano lo strumento che la nostra anima usa per farci andare incontro alle esperienze che ci servono, per superarle ed evolvere. Quando l’attrazione sessuale diventa un bisogno, un desiderio ossessivo, qualcosa di cui non possiamo fare a meno, fa parte anch’essa di questi segnali che l’anima ci invia per conoscerci.

Fino a quando l’attrazione sessuale non ci distrae dall’apertura del cuore, dalla ricerca del nostro essere, dalla ricerca della consapevolezza e dal nostro percorso evolutivo, fino a quando è vissuta nella gioia, nel rispetto e nella trasparenza, allora è un bellissimo dono di cui essere grati. In caso contrario, sia che siamo single o con un partner, sarebbe opportuno prenderne coscienza e magari indirizzare quella potente energia per aiutare il Sé istintivo a colmare il suo bisogno d’amore con un rapporto di coppia maturo e appagante.

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Join the discussion 2 Commenti

  • Antonella scrive:

    Condivido ogni passo dell’articolo !
    È l’augurio più bello che si possa fare a se stessi e agli altri quello di vivere con matura armonia le relazioni a cui teniamo di più! :-)
    Grazie Antonio

  • Carlo Delli scrive:

    Condivido pienamente. Sottolineo soprattutto: “Quando viene vissuta con gioia, quando al termine dell’accoppiamento c’è il piacere dell’intimità, quando nella quotidianità non influenza lo stato di coscienza, quando non è un bisogno ossessivo, quando non fa del male a nessuno, quando si basa sul rispetto dell’altro e sulla trasparenza, e potremmo aggiungere tanto e tanto ancora”…e qui aggiungo: quando viene vissuta ogni volta nel suo giusto valore e con profonda consapevolezza….

    Credo sia interessante prender nota della grande importanza che ha avuto, nello sviluppo della sessualità nell’essere umano (sicuramente almeno dal periodo dell’inizio della cosiddetta “civiltà”), il fatto che l’Homo è il solo animale che NON SA quando la femmina è in calore. Tutti gli altri animali sanno quando la femmina è recettiva, e quindi limitano a quel periodo la loro sessualità (esclusi gli scimpanzé bonobo). Per un maschio umano invece, ogni momento è buono per riprodursi e quindi, detto più efficacemente, ogni momento è buono per fare sesso!!! . Questo ha sicuramente avuto un enorme impatto sui nostri Sé, ed è stato determinante per come abbiamo affrontato nel bene e nel male, sia personalmente che socialmente, la sessualità.

    Buona (e sana) libidine a tutte e tutti !!

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